Foresta Umbra

Il cuore del Parco Nazionale del Gargano, di cui fa parte anche il comune di Monte Sant’Angelo, è la Foresta Umbra, un bosco demaniale che ricopre i rilievi del Gargano centrorientale. Il nome “umbra“, deriva dal latino e significa cupa, ombrosa, come allora, e come in parte oggi, appare.

Con un’estensione di circa 15.000 ettari, la Foresta Umbra, caretterizzata da alberi d’alto fusto, è costituita da tre distinte sezioni: Umbra e Jacotenente, Ginestra e Sfilzi.

La vegetazione, favorita dagli alti valori della piovosità (1250 mm annui), è folta e rigogliosa.
La specie predominante è il faggio, che talvolta può raggiungere dimensioni colossali. Alle quote più alte e nelle zone più umide, oltre al faggio, si trovano altre specie arboree quali il tasso, l’acero, il carpino; nelle restanti zone, il cerro, l’olmo e la roverella.
Fra le specie arbustive sono presenti l’alaterno, il tirebinto, l’euforbia arborea e perfino piante tipicamente legate alla macchia mediterranea costiera quali il leccio, il corbezzolo, la fillirea.

La Foresta Umbra costituisce un ambiente in grado di ospitare una fauna ricca di specie, come quella dei picchi, fra cui il rarissimo picchio rosso mezzano e il picchio dorso bianco; rapaci come lo sparviero, l’allocco e il gufo reale; fra i mammiferi, il gatto selvatico, la martora ed il cinghiale. La Foresta ospita inoltre una popolazione di circa 120 esemplari di capriolo garganico, una sottospecie che, non avendo subito incroci con popolazioni reintrodotte, conserva caratteristiche risalenti all’antico ceppo italico.

Per il suo alto valore naturalistico la Foresta Umbra è attualmente oggetto di attente cure; per questo motivo, accanto a piazzole attrezzate per pic-nic ed ampie zone solcate da sentieri che consentono l’escursionismo a piedi o in mountain-bike, sono state vincolate alcune aree a parco naturale, per permettere al bosco di vivere senza interventi da parte dell’uomo. Si tratta di aree relativamente ristrette rispetto all’intera foresta (riserve di Sorgentola, Sfilzi, Falascone, Umbra, Ischitella, Carpino), complessivamente meno di mille ettari, in cui, essendo totalmente assenti le attività umane, il bosco assume l’aspetto di una formazione primigena.