Portale di Santa Maria Maggiore

Un’iscrizione sovrastante il timpano del sontuoso portale della chiesa di Santa Maria Maggiore ci informa che nel 1198, quando regnava Costanza d’Atavilla con suo figlio Federico II di Svevia, un sacerdote di nome Benedetto diede inizio alla costruzione della fabbrica in onore della Vergine. Non necessariamente tale data si riferisce al portale, che potè essere realizzato solo a conclusione dei lavori della facciata, o almeno a prospetto impostato.

Stilisticamente infatti ci troviamo di fronte a caratteristiche del tardoromanico, tipico del Duecento maturo: decorazioni esuberanti, contraddistinte da una certa durezza di intaglio e dall’iterazione meccanica di un repertorio decorativo diffuso.

Nella lunetta, insieme alla Madonna in trono ed a due angeli, furono raffigurate anche due figure adoranti, nelle quali si sono voluti riconoscere l’imperatrice Costanza ed il sacerdote Benedetto II, probabile committente della ricostruzione dell’edificio citato nell’iscrizione.

Le sculture del portale, al pari di quelle delle mensole del cornicione e degli spioventi della chiesa, documentano gli stretti rapporti intercorsi tra Capitanata e Abruzzo tra XII e XIII secolo, mediati forse da Pulsano.