Summer School Internazionale

parco-del-garganoE’ stimolante la riflessione di David Harvey, quando afferma che la lunga storia della distruzione creatrice sulla terra ha prodotto quella che talvolta viene chiamata una “seconda natura”, ossia una natura rimodellata dall’azione umana. Non è rimasto nulla o quasi, ormai, della “prima natura”, che esisteva prima che gli esseri umani giungessero a popolare la Terra. Persino le regioni più remote e gli ambienti più inospitali del nostro pianeta recano l’impronta dell’influenza umana (dai cambiamenti climatici alle tracce di pesticidi alla qualità dell’atmosfera e dell’acqua). Negli ultimi tre secoli, contrassegnati dall’ascesa della civiltà industriale, l’intensità e la diffusione della distruzione creatrice sulla terra sono aumentate enormemente soprattutto in questa fase storica in cui si assiste all’emergere di nuovi paesi e realtà economiche.

Il rapporto “The OECD-FAO Agricultural Outlook 2013-2022”, prodotto dalla Fao e dall’Ocse, evidenzia un calo sostanziale della produzione mondiale di derrate agricole in rapporto all’aumento della popolazione, che le previsioni danno attorno ai 9 miliardi di persone al 2050. Tra le cause indicate troviamo: la limitata espansione della terra coltivata, l’aumento dei costi di produzione, la pressione crescente sulle risorse e sull’ambiente, le enormi distese di terreni dedicati alla produzione di bio combustibili.

L’impronta ecologica sostenibile del pianeta, necessaria a produrre le risorse utilizzate per assorbire i nostri rifiuti, equivale a un indice di 1,78 ha pro-capite. Un americano necessita di 9,5 ha, un italiano di 4,8 ha; ad una città come Londra serve, per sostenere il suo modello di consumi e di smaltimento, un’area 125 volte più grande della propria; a Milano ne serve una 300 volte più grande della propria. L’intero continente africano ha invece un’impronta ecologica inferiore a un ha pro capite. Oggi consumiamo il 23% in più delle risorse che la Terra riesce a produrre in un anno. Per essere ancora più chiari: le risorse che la biosfera produce in 365 giorni noi le bruciamo in 282. Più la città è estesa, più questa impronta è forte. L’impronta ecologica è direttamente connessa al consumo di suolo (soprattutto per lo sviluppo smisurato delle città) sottratto alla natura e al suo uso produttivo primario. La stima del consumo del suolo pro-capite (mq/abitante) in Italia è passata da170 mq/ab. del 1956 a 343 mq/ab. del 2010.

La Puglia è una delle regioni con la più alta stima, tra 8% e l’11% di consumo del suolo contro una media nazionale pari al 6.9%. [Rapporto UN Habitat 2010-2011 delle Nazioni Unite, documento dell’Unione Europea “Orientamenti in materia di buone pratiche per limitare, mitigare e compensare l’impermeabilizzazione del suolo”(2012), studio dell’ISPRA (2013)].

A partire da queste considerazioni saranno affrontati, all’interno delle sezioni programmate della Summer School 2013, in riferimento al territorio del Parco Nazionale del Gargano (uno dei più grandi parchi nazionali con i suoi 121.118 ettari- il quinto parco nazionale per estensione territoriale), i seguenti temi: i cambiamenti climatici, le attività economiche sostenibili, la qualità delle produzioni agro-alimentari, la conservazione e la tutela degli equilibri naturali, l’uso della risorsa acqua come bene comune, la salvaguardia del territorio, dell’ambiente, del paesaggio e dei beni culturali, il rapporto città-campagna.

L’obiettivo della Summer School è quello di produrre, attraverso le attività dei gruppi di lavoro, idee-progetto capaci di analizzare, interpretare e progettare l’insieme del territorio del Parco, sviluppando alcune priorità strategiche in grado di delineare e costruire una governance territoriale per uno sviluppo locale auto-sostenibile (basato sulla struttura rurale, ecosistemico-ambientale, identitaria patrimoniale, eccetera) che leghi i destini delle popolazioni a quello delle loro città e dei propri territori, sottraendone il controllo ed il futuro alle logiche del dominio globale e delle filiere lunghe della mondializzazione.

PROGRAMMA

23 settembre 2013
Saluti e presentazione del programma della Summer School
I Sezione “ Aree protette e cambiamenti climatici”

 24 settembre 2013
II Sezione “ Preservazione della natura e qualità dei prodotti alimentari”
Costituzione dei gruppi di lavoro

25 settembre 2013
III Sezione “Attività produttive e sostenibilità nelle aree protette”
Lavoro di gruppo con sopralluogo di studio

26 settembre 2013
IV Sezione “ Valorizzazione delle aree agrumarie e degli uliveti del Gargano”
Lavoro di gruppo

27 settembre 2013
V Sezione “ La risorsa acqua nel Parco del Gargano”
Lavoro di gruppo con sopralluogo di studio

28 settembre 2013
VI Sezione “Paesaggi e beni culturali nel Gargano”
Lavoro di gruppo

29 settembre 2013
VII Sezione “Pianificazione territoriale in area parco”
Presentazione dei lavori dei gruppi

Alla Summer School sarà ammesso un numero di 21 dottorandi dell’Università di Foggia, del Politecnico di Bari e dello IUAV-Università degli Studi di Venezia. La domanda di ammissione deve essere compilata sul modulo pubblicato sul sito www.leeres.unifg.it e inoltrata, insieme alla copia del c/c della quota versata, a leeres@dsems.unifg.it entro e non oltre il 20 agosto 2013.

La quota d’iscrizione è di € 100 (cento euro).

La quota di iscrizione dovrà essere versata sul c/c n.12578738 intestato a Università degli Studi di Foggia con la causale: quota di iscrizione alla summer school “Parchi e Qualità Ambientale” del LEEReS. Settembre 2013. La quota di iscrizione, una volta versata, non potrà essere più rimborsata per motivi collegati con l’organizzazione burocratica dell’Università degli Studi di Foggia.